MARIA CAMBONI
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Il desiderio di un sogno prolungato all’infinito. Mi pare questo il motivo che ha spinto Maria Camboni a donarsi all’arte e alla pittura. Oriunda dell’Umbria, la terra di santi e poeti, ne ha assimilato e ne trasla la mistica visione in toni, colori e rappresentazioni come un ritorno alla prima radice. Nelle sue opere, dalle quali il virtuosismo artistico è soltanto latente ma non completamente escluso per l’incessante interesse con cui vive la scuola dei grandi maestri, lancia le sue appuntite frecce su di un incredibile timbro delle tinte che acquista l’intensità e la valenza espressive della sua naturale gentilezza e della visione artistica della sua anima. Per non naufragare nel tecnicismo ad ogni costo e per poter dar sfogo ai suoi sentimenti ha scelto la via più breve che non sempre è la più facile, quella cioè di raccontare se stessa, I suoi desideri, la sua fede. L’amore per al sua terra, il desiderio di rinnovare l’ancestrale Gloria della sua città natale e la pace del suo mondo Pontino, con la freschezza dell’istinto, con l’esuberanza della sua imagine e con la semplice interpretazione di paesaggi e persone e cose, viste con il puro occhio della sua entusiastica memoria. Ed ecco dilagare campiture intense di colore in prospettive claudicanti e vivere animali e persone in corpi dale anatomie più vicine al sogno che alla realtà in un susseguirsi di incisive racconti. Per arricchire le sue tele, quasi come un merletto finisce un vestito, si è inventata il PUNTINISMO. Quella tecnica che esige tanta pazienza ma che ella, nella sua volontà di tradurre in immagini I suoi sentimenti senza indugi e con sentita poesia, spesso disattende, approdando ad un particolare legamentismo. Gli è più congeniale stendere le proprie colorazioni liberamente senza l’illusione dell’imitazione peddisequa della natura ed inviare il suo messaggio senza lacci strutturali ma dando libero sfogo alle proprie percezioni ed al gusto immediate. Maria Camboni non intende mistificare con immagini convenzionali il suo modo di fare arte. Ella va dritta al segno spinta dalla sua feconda fantasia e da quell credo che nell’arte ha sempre trovato il suo cantore ed il suo mentore. E’ magnifico, nel mondo della cibernetica e dell’atomo, ritrovare una fonte d’acqua pura nella quale riconoscere il valore  della vita e della vitalità dell’arte primigenia. La prorompente creatività che trova sfogo cogente nelle tele di Maria Camboni ripaga l’umanità del soffocamento cui la costringe il dover vivere in un’era  nella quale la scienza ha il sopravvento sulla natura e sulla latente, ma pure imperiosa, esigenza di ingenuità, d’amore e di istintività. Non è solo la razionalità quella che regge la vita dell’uomo, ma anche l’istinto, la fantasia, la libertà e quell tanto di estrosità che sempre apprezziamo ma che spesso, per oscure ragioni, cerchiamo di incanalare.E quasto è tanto vero, che in epoche recenti, artisti di consumata tecnica si sono rivolti all’arte naïve soltanto perchè fa mercato. Ma questo segnò la decadenza di questo tipo d’arte perchè quelle opere risultavano false mancando loro quegli elementi interiori che tentavano di controbandare ma che, ovviamente non esprimevano. E il fruitore, ormai disincantato, non poteva accettarla. E il suo declino, almeno come corrente, fu senza ritorno. L’arte è tale se è vera. Se non è che tecnica non ha anima. E non può soddisfare loe giuste esigenze di un popolo come è l’Italiano, che l’arte la vive con l’aria che respira. Ecco perchè amiamo Maria Camboni. Nelle sue opere vengono esaltate queste peculiari componenti.: l’ispirazione, il trasporto spirituale, l’estro provocante ed a volte bizzarro, l’anima pura che si giovano del dilettantismo schietto e quasi rusticano che non prevede mercato almeno come fine precipuo. Qundi semplicità e sincerità come dono spirituali più che artistici ma cha vanno ben al di là di quell clima immaginoso e immaginifico al quale Maria si abbandona nel momento stesso in cui si pone davanti alla tela. Eppure anche la tecnica si evolve e muove liberamente sotto la spinta di quella volontà che attanaglia nel corso della propria attività. Ciò, però, mai a scapito della freschezza e della schiettezza che debbono essere e sono gli elementi essenziali delle opere di quest’artista. Perciò non è un’adesione ai gusti del compratore quello che spira dalle e nelle opere di questa pittrice spoletina che oltrepassando i limiti geografici attinge con la sua opera un afflato squisitamente sereno e leale. Quindi una osmosi profonda del suo io con il mondo; quell mondo che, creato dalla sua fervida fantasia, sa divenire momento spirituale di profonda umanità. (GianniFranceschetti)
LA GALLERIA
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Ardea Antica 90x120 - Neopuntinismo
LE POESIE
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 VISITA AL MUSEO GIACOMO MANZU'
Volteggia nell'aria
sorretta da morbide
dita, la tua mano eclettica
Accarezza e modella si bene
ogni cosa
Plasmi la cera
e ne fai una testa regina,
nel marmo scalpelli
un Papa
o una dolce bambina.
Metalli tu pieghi, tu fondi
e già porte famose
di te fanno un uomo perpetuo.
Non futili sono i tuoi calchi,
ma d'amore parla
ogni abbraccio d'amanti.
Ha di virtuoso, d'umano
il pennello che si belle
donne dipinse
I tanti minuscoli ori,
mi hanno rapita.
O Maestro!
nel tuo silenzio,
tra la rupestre collina
c'insegni a gioir nel dolore,
a cercar quel Cristo
di colore uguale per tutti,
a ritornar vivi, dopo la morte.
Perchè questa tua; è certezza di vita
Maria Camboni
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SANTA MARINA DI ARDEA
Sul finir della sera
andiamo
la dove il mare
ha ingoiato dell'uovo il rosso
e tutto il cielo a tinto.
Tremula la marina,
e già avanza da sola
come un infante
al primo passar d'animale
dolce e quieto
e caldo d'un bianco piumar.
O! Ardea,
più non sei pura.
Le lunghe strade,
han rotto la tua aratura
le aspre voci han percosso,
le ombre dei silenzi.
Di altri tempi, resta solo
la travagliata rocca e il Cristo.
Là sotto le aspre mura.
E tu Santa Marina, Celestiale e Pura,
trascolori la....
nella triste sepoltura;
Dove son dei Rutuli i resti.
Dell'umana tua veste
di antica pittura.
Resta...u'agreste fioritura
Sopra i caldi solari e gli autunnali fragori dei fossi,
Corre l'eco d'un Ave!
A te 0!....Pura!
Si affidano i figli di questa,
Terra Dura.
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Maria Camboni
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IL FESTIVAL DI SPOLETO
Il festival
non è un ballo,
non è un canto
è il festival di Spoleto
Lo sussurravano quasi,
gl'increduli
lo sbeffeggiavano quasi
gl'infedeli
lo decantavano tanto
i promotori
lo apprezzavano tanto
i conquistatori
Maria Camboni
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PREMI
- Immagini per il Festival di Spoleto - Pittura
- Fiuggi - Pittura
- Natale di Pomezia - Pittura
- La tavola nel mondo - Pittura
- Isola Tiberina - Pittura
- Il Perseo di Firenze - Pittura
- Città di Todi - Pittura
- Gran Premio Galassia - Pittura e Poesia
- Pleiadi - Pittura e Poesia
- Farfalla d'Argento - Pittura e Poesia
- Campidoglio d'Oro - Pittura e Poesia
- 1° biennale città di Roma - Pittura e Poesia
- Promesse dell'arte Roma - Pittura e Poesia
- Città di Ardea - Pittura
- 1° premio città di Tivoli - Pittura e Poesia
- 1° premio città di Latina
- 1° premio città di Ardea
- Premio Onoris Causa
- "Oxford 89" - Pittura
- London Prince - Palazzo Valentini
- Premio Letteratura Internazionale
- "Dioscuro Capitolino" - Palazzo Valentini
- "Spazio Visivo" di Roma 1990
- "Il pennello d'oro" Sulmona 1990
- Premio Euroassemblaggio - Pittura di Spoleto
- Comune di Spello (Pg) sala della volta personale
- Deruta (Pg) 1985/86 3° Premio Pittura
- Palazzo Barberini (Rm) Premio le mie preghiere di Giovanni Paolo II
- Un immagine per il Festival di Spoleto sede arcivescovile S.Eufemia
- Suha 1984 personale Fiera di Roma
- Galleria Piramide-Premio pittura per un nuovo linguaggio pittorico
- Premio Nuova Era di Todi (Pg) segnalata
- Antoniano di Bologna premio speciale della giuria
- Sala del Bramante (Rm) mostra dei presepi Internazionale
POESIA
- Accademia Dioscuri 1989 Internazionale
- Farfalla d'argento Levico Terme
- Premio Lavinium Ardea 1996 2° Premio
- Accademia Inter. d'Arte Moderna (Rm) 1998/99
- Pro loco di Spoleto 1° premio Teatro al Corso
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L'incoronazione di Boris di Gudalov - Neopuntinismo
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La madre di Gesù 80x100 - Legamentismo
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 La morte di S.Francesco 109x109 - Neopuntinismo
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La bella Rirì 80x80 - Neopuntinismo
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Omoggio a Giulio Andreotti Visioni oniriche - Legamentismo
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Marzocco di Firenze
Etruschi di Firenze
Macchiavello di Roma
Città di Roma
Galassia di Roma
Burckhardt di Roma
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PERSONALI
Festival dei due Mondi di Spoleto dal 1982 al 1988
Palazzo Cenci
Palazzo valentini
Palazzo Barberini di Roma
Rivista delle Nazioni - Palazzo dei Congressi Roma 1987-1988-1989-1990
Biblioteca Comunale di Pomezia - Patrocinata dal Comune
Testival dei due mondi di Spoleto 1990
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GALLERIE
Malatestiana di Rimini
La Dragona di Agostinelli Acilia
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COLLEZIONI PRIVATE
Dott. paolo Sapori Spoleto
On.Giulio Andreotti Presidente del Consiglio
Maestro Giancarlo Menotti direttore e fondatore del festival di Spoleto
Sede Arcivescovile di Spoleto
Comune di Anzio
Comune di Ardea
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Francesco Cossiga Presidente della Repubblica
Comune di Luzzare Provincia di Reggio Emilia Museo Cesare Zavattini